Considerazioni finali sulla ricerca di un nuovo sistema dei gruppi nella roulette

Abbiamo terminato la prima parte di questa trattazione aprendo una nuova questione e cioè l’impossibilità per il giocatore di poter prevedere quando inizia o termina un gruppo.
 
La possibilità tuttavia abbiamo detto c’è solo ricorrendo ad un artificio complesso ma non impossibile; ma per spiegarlo andiamo a fare un breve richiamo storico.
 
Nel 1700 il calcolo delle probabilità era gia sviluppato, anzi gia alle fine del ‘600 Pascal aveva risolto in maniera geniale il problema inerente il gioco dei dadi proposto tutt’oggi all’attenzione degli studenti di matematica. Rimanendo su strade molte generiche, Bernoulli propose una legge dei grandi numeri che si può riassumere in questo modo:In una serie di prove, la possibilità che un evento si verifichi almeno una volta – purchè abbia sempre la possibilità di verificarsi – cresce con l’aumentare del numero delle prove. Quindi è certo che l’evento si verificherà solo se le prove saranno infinite.
 
La legge dei grandi numeri è indiscutibilmente vera anche se rimanda il verificarsi di un dato evento all’incognita dell’infinito. Come abbiamo detto nella prima parte di questa trattazione, in più di due secoli non è mai stato osservato un gruppo superiore a 36.
 
Ebbene, secondo la legge dei grandi numeri, se ne potrebbe verificare uno da 100 o 1000 ma solo se una roulette potesse ruotare una volta al minuto per un numero indefinito di miliardi di anni.
 
C’è una definizione ritenuta da molti vera e indiscutibile: Ogni evento è indipendente da tutti gli altri di una stessa serie (altrimenti detta: i numeri non hanno memoria). Ed allora, prendiamo in considerazione un giro di roulette parlando per semplicità di trattazione sempre di rosso e nero escludendo la possibilità dello zero. Ci sono 2 possibilità per un evento: o R o N. Due eventi avranno invece 4 possibilità: RR – NN – RN – NR. Tre eventi ne hanno otto, quattro eventi 16, cinque eventi 32, e così all’infinito raddoppiando il numero di eventi che si vuol prendere in considerazione.
 
Si tratta in pratica del manifestarsi della legge dei gruppi gia esposta e gia ampiamente dimostrata. La suddetta definizione, se presa alla lettera, sarebbe in apparente contrasto con la legge dei gruppi. Quest’apparente antinomia di potrebbe così sintetizzare: Le legge dei gruppi si deve realizzare, pur essendo ogni evento singolarmente imprevedibile. Ed è proprio qui il punto: si tratta d’imprevedibilità e non di indipendenza. Oppure in un altro modo: Un evento nel suo apparire sembra indipendente ma,una volta accaduto, ci rivela una sua indiscutibile relazione con gli eventi passati e quelli a venire.
 
Fatti apparentemente contrastanti trovano spiegazione a livelli più alti e le antinomie non sono rare nella logica matematica. In una lunga partita, o sequenza di eventi binari equiprobabili, raramente un colore eguaglia l’altro in quanto a numero di uscite. La differenza tra la media aritmetica, che dovrebbe essere il 50%, e l’effettivo valore numerico di un colore si dice scarto e lo si può indicare con S. C’è una formula, la precedentemente detta, relazione dei tre sigma, che da con una precisione del 99,73% di probabilità il valore di tale variabile.
 
Ciò significa che un colore può superare l’altro, come uscite, di circa 42 punti, 21,213 pià della media che è 100. Si potrebbe avere ad esempio 79 R e 121 N o viceversa.
 
Naturalmente con l’aumentare degli eventi lo scarto diviene sempre meno significativo in percentuale rispetto al totale di essi. Nell’esempio fatto, riferita ad un’ordinaria partita di 200 giri, abbiamo il + o – 10% di scarto. Più crescono i numeri più lo scarto tenderà a zero. La formula può essere applicata a problemi diversi tipo: in 100 giri quante volte può uscire lo zero? Può essere assente per 200 giri o apparire più di 7 volte su 100.
 
Da quanto detto si desume immediatamente che il sistema D’alembert può essere giocato solo se opportunamente ritoccato o se si dispone di una finzione che equilibri idealmente vincite e perdite anche se non è sperabile un equilibrio perfetto.
 
Qualunque sia il sistema di gioco che si intende applicare, esso otterrà gli stessi risultati sia che venga praticato in modo continuo ad un singolo tavolo sia, in tempi e tavoli diversi, seguendo il proprio gusto, o approfittando dello spazio disponibile.
 
Quanto evidenziato è verissimo ed è di fondamentale importanza tanto da tenerlo sempre a mente: i gestori dei casinò, com’è facilmente comprensibile, non vedono con particolare simpatia i sistemisti che dimostrano di saperci fare e, nei limiti di ciò che è loro possibile e legale, li scoraggiano. Il fatto che ad un giocatore, secondo il regolamento, possa esser persino impedito l’accesso,e senza dover dar spiegazioni a nessuno, è infatti deprimente e illuminante allo stesso tempo. Il lettore di mente aperta, deve necessariamente aver intuito l’importanza del suggerimento dato ed evidenziato poc’anzi.
 
Da quanto detto in questa trattazione in due parti abbiamo posto le basi per l’elaborazione di un nuovo sistema che andremo a sciorinare prossimamente. Qui abbiamo assunto le argomentazioni a nostro favore, abbiamo definito e chiarito concetti e comportamenti, abbiamo visto le statistiche certe da quelle meno certe: tutti dati necessari per aprire una nuova riflessione su una nuova teoria che prenda ad oggetto i gruppi nel rispetto delle leggi attualmente comprovate come veritiere che influenzano il mondo della roulette.