Servono strumenti per la denuncia delle frodi online

Un’altra delle mancanze in Italia riguarda l’assenza di un servizio o un ente per rivolgersi in caso di truffe da gioco online.

Secondo una statistica, uno dei motivi per cui il mercato italiano zoppica nella raccolta di denaro online risiede proprio nella mancanza di fiducia dei giocatori verso i sistemi informatici, ormai da troppo tempo presi di mira da giocatori disonesti.

Sarebbero il 35% delle persone che diffida dai giochi di scommesse online in quanto convinti che nascondano truffe o frodi. Il 19% invece teme, cosa ancor più grave, di rilasciare i dati della carta di credito in quanto incerti sul destino di tali dati una volta rilasciati nelle mani di società più o meno oscure.

La statistica operata dall’Eurispes mostra un dato preoccupante che riguarderebbe solo la nostra nazione e che appunto è la principale causa di immobilizzazione del mercato dei giochi online. La gente diffida e quindi è meno portata a spendere in giochi online dove deve rilasciare dati personali o di credito.

Ad aggravare le cose ci sono poi le prove di truffe che vengono operate quotidianamente: basti pensare al servizio di qualche giorno fa delle Iene in cui veniva denunciato un sistema per imbrogliare nelle poker room: alcuni giocatori, sicuramente più ferrati di altri sul mondo della sicurezza informatica, sfruttano dei bug dei software di alcune poker room per addirittura vedere senza problemi le carte degli avversari.

Ci sono casi poi in cui si formano delle vere e proprie associazioni tra giocatori disonesti che partecipano alle stesse partite per dividersi le vincite disoneste per non destare sospetti.

Altre volte invece si è parlato proprio di accordi tra giocatori disonesti, che utilizzavano determinato programmi di hackeraggio, e la stessa società che gestisce la poker room in modo da distribuire in maniera iniqua le vincite al tavolo e ovviamente a danno dei giocatori onesti.

Persino su internet è stata denunciata la facilità con cui è possibile reperire informazioni o materiale idoneo allo scopo di imbrogliare: non mancano manuali e guide gratis per truccare molte operazioni di gioco o siti che istigano all’utilizzo di tali pratiche operate attraverso dedicati software di hacking.

E’ chiaro che tutto ciò alimenta le incertezze e le paure di chi ha i primi approcci con il mondo del gioco online. E’ evidente che sarebbero necessarie misure profilattiche per fermare o quanto meno limitare il fenomeno.

Cosa ancor più grave è come in apertura di articolo, la mancanza di un vero e proprio strumento a disposizione dei cittadini per tutelarli e segnalare presunte frodi ricevute. Ci sono riviste specializzate come la nostra in cui gli utenti possono tranquillamente denunciare qualsiasi azione sospetta o danno subito.

Ma siamo lontani da veri servizi “ufficiali” per la tutela del consumatore virtuale. La stessa AAMS, ente predisposto proprio per questi casi, non facilita le cose e tutt’ora, pur leggendo tra le pagine del suo sito, non sancisce in maniera chiara e precisa a chi e come rivolgersi per situazioni di questo genere.

Considerando il forte rilancio del gioco su internet e degli ottimi risultati ottenuti dalla stessa AAMS nella lotta contro il gioco illegale, il nostro auspicio è che venga predisposto uno strumento chiaro e semplice per la denuncia di tali situazioni che facciano scattare poi le indagini sui fatti segnalati da parte della polizia postale

Una volta che il sistema antifrode c’è e funziona, lo si potrà pubblicizzare adeguatamente in modo da rasserenare il giocatore che pian piano diffiderà sempre meno del gioco online in quanto persona tutelata in modo concreto.