Categorie News:
In questi giorni, il Tar della Lombardia ha dato un segnale molto forte, facendo comprendere che il Comune non avrà alcun potere di vietare la nascita di nuove sale da gioco sul territorio, dando una direzione chiara al gioco pubblico dei prossimi anni, (se qualcuno avesse avuto dubbi).
Di fatto viene sancito che l'amministrazione a livello comunale non ha reale competenza per poter avviare o mettere in atto alcun provvedimento restrittivo inerente al gioco pubblico.
Questo è quello che dice il Tar della Lombardia. Può essere una pronuncia che cambierà per sempre la parte economico-produttiva, almeno a livello regionale.
Il gioco è un industria molto importante sul territorio negli ultimi anni ed è tempo che deve fare i conti con le varie politiche imposte dai differenti Sindaci che cercano sempre più spesso di limitare le attività in grande crescita degli imprenditori in questo settore.
Le limitazioni però secondo il Tar della Lombardia al momento sono da ritenersi completamente illegittime, si segue quindi il sentiero già tracciato dal Tar dell'Umbria che aveva già annullato un simile procedimento imbastito dal Sindaco di Bastia.
Limitare così i poteri comunali potrebbe però non essere una mossa molto intelligente, perché chi potrebbe conoscere meglio della Giunta comunale le problematiche del comune?
Invece secondo l'Avv. Cardia la sentenza del Tar della Lombardia è un nuovo punto guadagnato dagli operatori del gioco lecito in Italia.
Parlando nel particolare, il Tribunale amministrativo della Lombardia ha dunque sospeso, dopo l'impugnazione fatta dal legale Geronimo Cardia, il regolamento che era stato stilato dal Comune di Pioltello e che limitava in modo massiccio l'installazione di nuovi apparecchi e oltre a questo anche l'apertura di nuove sale da gioco, segando dei limiti molto chiari nell'ubicazione delle stesse rispetto ai differenti luoghi sensibili.
La motivazione del Tar è stata chiara e parlando del fatto che nel caso della regolamentazione delle differenti attività delle sale da gioco, a livello di giurisprudenza costituzionale, non esiste impedimento per la nascita di nuove attività dove non ci sia pericolo per le persone più soggette a problematiche di gioco patologico o la presenza di minori.
Il Tar rende dunque dubbia la competenza dei Comuni nel valutare queste situazioni.
























