In Trentino sgominata una terza banda di slot machine

arresti in trentinoI furti e le rapine alle sale gioco e alle slot machine sono un fenomeno molto diffuso nella delinquenza del nostro paese.
 
Una delle zone più colpite da questo fenomeno è il Trentino dove oggi è stata neutralizzata una terza banda che era solita fare colpi di questo genere. La prima infatti fu presa dopo diversi interventi della squadra di polizia lo scorso anno.
 
Una seconda invece, che ha  avuto vita breve, solo qualche mese fa. Ed oggi ecco chiudere il ciclo di una terza banda che erano riusciti a chiudere un colpo da 40 000 euro ai danni delle slot machine.
 
Il fattore che accomunava le tre bande è che esse svolgevano la propria attività criminale sempre in centri di minor importanza in modo da sfuggire al controllo più serrato delle forze dell’ordine nelle grandi città di provincia e sia perché spesso tali sale non sono  munite di sistemi di sicurezza di un certo peso (tipo allarmi  o video camere di sorveglianza).
 
Tornando al colpo di questa mattina, il lavoro della polizia è stato agevolato dall’arresto di un solo componente della banda colto ad inizio dell’anno colto in flagrante. Da li sono partite le indagini con intercettazioni telefoniche per scoprire la rete che circondava l’arrestato.
 
Secondo la ricostruzione fatta davanti al GIP, la banda procedeva facendo un sopralluogo sul posto da rapinare per poi effettuare il colpo di notte qualche giorno dopo. In genere venivano sfondate o forzate le porte o le finestre, portate fuori in un posto isolato le slot machine e infine svuotate. Il tutto si svolgeva con auto rubate da parte dei componenti della banda.
 
Le somme rubate in genere si aggiravano intorno ai 1000 euro a colpo per un totale complessivo di 40 000 euro.
 
Considerando la bassa cifra che si aggirava intorno ai 250 euro al testa è assurdo pensare che i 5 della banda abbiano corso tanti rischi per così poco. Ed infatti ora l’accusa è di associazione a delinquere finalizzata al furto con scasso.
 
Gli arrestati tuttavia sono solo 4 su 5. L’ultimo infatti, un albanese, è ancora latitante. Gli altri invece, 2 sono italiani di 51 e 53 anni e altri 2 albanesi di 30 e 31. Le zone colpite da questa banda sono state: Dro, Isera, Avio, Rovereto, Lavarone, Trento, Gardolo, Meano, Pergine, Baselga di Piné, San Muro e Torchio.